disdetta polizza rc auto

Vacanza premio a Cuba con altri miei colleghi, riservata ai migliori agenti di una delle compagnie con cui operiamo; come in tutti i luoghi di vacanza, in particolare quelli caraibici, in spiaggia ci sono i “venditori” locali che ti propongono ogni cosa ed anche le escursioni subacquee.

A nessuno dei miei colleghi interessò l’argomento ma io amo il mare, non avevo mai fatto una esperienza del genere,  e così non ci volle molto a convincermi di fare una escursione subacquea per andare a vedere un piccolo relitto, saremo andati a soli 15 metri di profondità, a patto di fare il corso di sub di primissimo livello, in una piscina ( ti lascio immaginare la qualità del corso a Cuba…)

E così 2 giorni dopo aver finito il corso a pieni voti (pago 50 dollari prima…)  salgo su un gommone insieme ad altri 8 turisti che non conoscevo,  e partiamo; dopo 30 minuti circa di navigazione arriviamo sul posto, indossiamo cinture, pesi, pinne, bombole e respiratore,  ultime raccomandazioni e poi giù dal gommone insieme ai due tutor.

Ci eravamo divisi in due gruppi con ciascuno il suo tutor a capo a fare da guida.

Ci fermiamo per compensare e riscendiamo sino a scorgere il relitto.

Facciamo un giretto intorno, il relitto era una vecchia barca in legno ormai quasi a pezzi, non c’era granché da vedere e pian piano, compensando, ritorniamo sul gommone e ci avviamo alla base, in spiaggia.

I Tutor rientrano nelle vesti del “venditore” e dopo essersi complimentati per come avevamo superato la prova ci fanno un’altra proposta: volete vedere qualcosa di davvero eccezionale? C’è un altro relitto ma molto più grande, è un po’ più giù, era una nave da guerra americana affondata dagli ispanici, una cosa da non perdere!

Secondo te cosa ho fatto? Altri 50 euro e via ancora sul gommone, questa volta 45 minuti di mare e arriviamo.

Ormai ero esperto, ho fatto tutto da solo, cinture, pesi, pinne, bombole e respiratore praticamente mi sono saltate addosso tanta era la voglia di immergermi.

Stesso rituale, ultime raccomandazioni, un gruppo solo perché eravamo rimasti in quattro più i due tutor e giù, ma questa volta sino a 40 metri altro che un po’ più giù…

Ci avviciniamo e cominciamo a curiosare, solo che io ho curiosato troppo e non mi sono reso conto che il  gruppo, tutor compresi,  stava risalendo e quando mi sono girato su me stesso vedevo solo il mare, il relitto, i pesci e nient’altro.

Hai mai provato una esperienza simile?

Ti dico cosa è successo a me: IL PANICO! A 40 METRI SOTT’ACQUA!

E sai cosa accade in quella situazione quando ti assale il panico?

Che di solito NON riesci a raccontarla come per fortuna sto facendo io.

Accade che non vedi la possibilità di uscirne perché sei bloccato e già prevedi come morirai, a 40 metri sott’acqua come un pirla sopra un relitto americano.

Contemporaneamente pensi ai tuoi cari, ai tuoi figli a tua moglie ai tuoi genitori che non ti vedranno più e ti dirò che nonostante il panico sono riuscito anche a pensare a qualcosa di razionale: cercavo di ricordare se avevo lasciato le cose a posto, soldi in banca per la mia famiglia, se la mia polizza vita era a posto e mi preoccupavo nel frattempo che pensavo a loro mentre li stavo salutando per l’ultima volta.

Ma se sono qui a scrivere delle due l’una: o sono tutte balle o ne sono uscito!

È buona la seconda e sai chi devo ringraziare?

No nessuno è arrivato ad aiutarmi, mi sono aiutato da solo mettendo in pratica un insegnamento delle decine di corsi di formazione e di crescita personale a cui ho partecipato.

Mi sono sforzato di concentrarmi su qualche dettaglio del relitto per scacciare i brutti pensieri che stavano ormai annebbiando totalmente il mio cervello, e pian piano ho preso coraggio e molto lentamente ho superato il relitto iniziando la risalita.

Credo che tutto questo dall’inizio dell’attacco di panico sia durato un paio di minuti e mentre risalivo indovina chi ho incontrato? Il mio gruppo !

A parte le scuse del gruppo, tutor compresi che si giustificavano dicendo che mi stavano cercando, a parte i cazziatoni che ho preso dai pochi a cui ho raccontato questa vicenda perché in effetti sono stato piuttosto sprovveduto, questa esperienza mi ha lasciato i segni, ma quelli buoni.

Ho capito la differenza tra il ritenersi una persona responsabile ed invece essere una persona responsabile.

Ma non solo perché quando si hanno delle responsabilità è doveroso evitare rischi di questo genere.

Cosa ho fatto per me e la mia famiglia?

Seguimi che può esserti utile…

Ho capito che essere responsabile significa, tra le altre,  fermarsi almeno una volta l’anno e fare il check-up di verifica del piano di Protezione della propria Famiglia e della propria Azienda con una corretta ed aggiornata pianificazione.

Non che non avessi coperture assicurative, è che NON le monitoravo ogni anno, non le pianificavo e quindi sono risultate insufficienti.

Rispetto alla mia Famiglia ad esempio mi sono preoccupato di mettere a punto un testamento olografo, altrimenti saranno le leggi del 1943 a regolamentare la successione ereditaria.

Significa ad esempio che ogni anno verifico il mio bilancio famigliare (come lo faccio per le mie aziende insieme ai miei commercialisti) in questo modo con un semplice file excell che puoi scaricare qui sotto

Dove elenco:

  • le ENTRATE annuali 
  • dividendole nei 12 mesi, di tutta la Famiglia
  • le USCITE (i costi di tutto l’anno divisi nei 12 mesi)

in questo modo ho dati chiari ogni mese ed ogni anno,
posso programmare meglio dove e come destinare dei risparmi e ripianificare le mie coperture assicurative.

Vacanza premio a Cuba con altri miei colleghi, riservata ai migliori agenti di una delle compagnie con cui operiamo; come in tutti i luoghi di vacanza, in particolare quelli caraibici, in spiaggia ci sono i “venditori” locali che ti propongono ogni cosa ed anche le escursioni subacquee.

A nessuno dei miei colleghi interessò l’argomento ma io amo il mare, non avevo mai fatto una esperienza del genere,  e così non ci volle molto a convincermi di fare una escursione subacquea per andare a vedere un piccolo relitto, saremo andati a soli 15 metri di profondità, a patto di fare il corso di sub di primissimo livello, in una piscina ( ti lascio immaginare la qualità del corso a Cuba…)

E così 2 giorni dopo aver finito il corso a pieni voti (pago 50 dollari prima…)  salgo su un gommone insieme ad altri 8 turisti che non conoscevo,  e partiamo; dopo 30 minuti circa di navigazione arriviamo sul posto, indossiamo cinture, pesi, pinne, bombole e respiratore,  ultime raccomandazioni e poi giù dal gommone insieme ai due tutor.

Ci eravamo divisi in due gruppi con ciascuno il suo tutor a capo a fare da guida.

Ci fermiamo per compensare e riscendiamo sino a scorgere il relitto.

Facciamo un giretto intorno, il relitto era una vecchia barca in legno ormai quasi a pezzi, non c’era granché da vedere e pian piano, compensando, ritorniamo sul gommone e ci avviamo alla base, in spiaggia.

I Tutor rientrano nelle vesti del “venditore” e dopo essersi complimentati per come avevamo superato la prova ci fanno un’altra proposta: volete vedere qualcosa di davvero eccezionale? C’è un altro relitto ma molto più grande, è un po’ più giù, era una nave da guerra americana affondata dagli ispanici, una cosa da non perdere!

Secondo te cosa ho fatto? Altri 50 euro e via ancora sul gommone, questa volta 45 minuti di mare e arriviamo.

Ormai ero esperto, ho fatto tutto da solo, cinture, pesi, pinne, bombole e respiratore praticamente mi sono saltate addosso tanta era la voglia di immergermi.

Stesso rituale, ultime raccomandazioni, un gruppo solo perché eravamo rimasti in quattro più i due tutor e giù, ma questa volta sino a 40 metri altro che un po’ più giù…

Ci avviciniamo e cominciamo a curiosare, solo che io ho curiosato troppo e non mi sono reso conto che il  gruppo, tutor compresi,  stava risalendo e quando mi sono girato su me stesso vedevo solo il mare, il relitto, i pesci e nient’altro.

Hai mai provato una esperienza simile?

Ti dico cosa è successo a me: IL PANICO! A 40 METRI SOTT’ACQUA!

E sai cosa accade in quella situazione quando ti assale il panico?

Che di solito NON riesci a raccontarla come per fortuna sto facendo io.

Accade che non vedi la possibilità di uscirne perché sei bloccato e già prevedi come morirai, a 40 metri sott’acqua come un pirla sopra un relitto americano.

Contemporaneamente pensi ai tuoi cari, ai tuoi figli a tua moglie ai tuoi genitori che non ti vedranno più e ti dirò che nonostante il panico sono riuscito anche a pensare a qualcosa di razionale: cercavo di ricordare se avevo lasciato le cose a posto, soldi in banca per la mia famiglia, se la mia polizza vita era a posto e mi preoccupavo nel frattempo che pensavo a loro mentre li stavo salutando per l’ultima volta.

Ma se sono qui a scrivere delle due l’una: o sono tutte balle o ne sono uscito!

È buona la seconda e sai chi devo ringraziare?

No nessuno è arrivato ad aiutarmi, mi sono aiutato da solo mettendo in pratica un insegnamento delle decine di corsi di formazione e di crescita personale a cui ho partecipato.

Mi sono sforzato di concentrarmi su qualche dettaglio del relitto per scacciare i brutti pensieri che stavano ormai annebbiando totalmente il mio cervello, e pian piano ho preso coraggio e molto lentamente ho superato il relitto iniziando la risalita.

Credo che tutto questo dall’inizio dell’attacco di panico sia durato un paio di minuti e mentre risalivo indovina chi ho incontrato? Il mio gruppo !

A parte le scuse del gruppo, tutor compresi che si giustificavano dicendo che mi stavano cercando, a parte i cazziatoni che ho preso dai pochi a cui ho raccontato questa vicenda perché in effetti sono stato piuttosto sprovveduto, questa esperienza mi ha lasciato i segni, ma quelli buoni.

Ho capito la differenza tra il ritenersi una persona responsabile ed invece essere una persona responsabile.

Ma non solo perché quando si hanno delle responsabilità è doveroso evitare rischi di questo genere.

Cosa ho fatto per me e la mia famiglia?

Seguimi che può esserti utile…

Ho capito che essere responsabile significa, tra le altre,  fermarsi almeno una volta l’anno e fare il check-up di verifica del piano di Protezione della propria Famiglia e della propria Azienda con una corretta ed aggiornata pianificazione.

Non che non avessi coperture assicurative, è che NON le monitoravo ogni anno, non le pianificavo e quindi sono risultate insufficienti.

Rispetto alla mia Famiglia ad esempio mi sono preoccupato di mettere a punto un testamento olografo, altrimenti saranno le leggi del 1943 a regolamentare la successione ereditaria.

Significa ad esempio che ogni anno verifico il mio bilancio famigliare (come lo faccio per le mie aziende insieme ai miei commercialisti) in questo modo con un semplice file excell che puoi scaricare qui sotto

Dove elenco:

  • le ENTRATE annuali 
  • dividendole nei 12 mesi, di tutta la Famiglia
  • le USCITE (i costi di tutto l’anno divisi nei 12 mesi)

in questo modo ho dati chiari ogni mese ed ogni anno,
posso programmare meglio dove e come destinare dei risparmi e ripianificare le mie coperture assicurative.

Ad esempio rispetto alla possibilità che mi colpisca una grave malattia o un grave infortunio (dal 66 al 99% di invalidità) e questo possa far precipitare il mio reddito attuale da qualche migliaio di euro al mese a 300 euro circa al mese, ho ricalcolato che  avrei dovuto avere da parte almeno 1 milione di euro per garantire alla mia Famiglia nei prossimi 25 anni le stesse condizioni di vita che hanno oggi.

Nel caso fossi più “fortunato” e anziché essere invalido permanente al 99% diventi inabile totalmente, quindi al 100%, avrei diritto ad un assegno di invalidità maggiore ( circa 700 euro mensili + l’accompagnamento di 516 euro mensili – 1.200 euro circa) e perciò il mancato reddito diventerebbe di soli 700 mila euro.

Ma questo senza tenere conto del fatto che in questo caso ( ed anche nel precedente probabilmente) mi servirebbe una assistenza continuativa, un infermiere professionale, una badante e quindi torniamo sempre al milione di euro.

Rispetto al fatto che domani potrei non esserci più ho calcolato la stessa cifra, il milione di euro.

Come ho messo assieme questo milione di euro?

Semplice!

Basta calcolare il valore del proprio patrimonio sia immobiliare che mobiliare ( titoli, investimenti, risparmio e cc…), trasformarlo virtualmente in una possibile rendita mensile, aggiungere altre entrate certe se ce ne sono e per differenza ho trovato la cifra che mancava al milione di euro.

Questa è la cifra che ho trasferito alle Compagnie di Assicurazioni  con 2 sole polizze, la TCM (caso morte) e le Gravi Invalidità!

Quanti anni di lavoro servono ad una persona “normale”, un lavoratore anche professionista per riuscire ad accantonare qualche centinaio di migliaia di euro? Spesso una vita non basta vero?

Ecco a cosa servono le Assicurazioni!

Ma ci vuole testa…e soprattutto un buon Consulente!

Già, il tuo assicuratore ti ha mai chiesto di eseguire un checkup per analizzare la tua situazione economico-patrimoniale per la difesa del tuo reddito a tutela della tua Famiglia e/o Azienda concludendo questo lavoro con una Relazione personalizzata di almeno 20 pagine?

Ok allora visto che ti sei sorbito con grande interesse questa piccola parte della mia vita privata voglio farti un bel regalo di Natale:

Sino al 31/12/2019  ti do l’opportunità di prenotare a “costo zero” ( anziché 250 euro a persona o società sino a 1 mln. di fatturato) il nostro servizio di check-up che prevede l’analisi dei rischi e la Relazione conclusiva con le seguenti fasi: raccolta dati informativi aziendali e personali – raccolta di tutti i documenti assicurativi e previdenziali ( compresi gli estratti contributivi INPS dei richiedenti ) – elaborazione delle scoperture – Report conclusivo di Relazione Famiglia Protetta in formato PDF di oltre 20 pagine.

Approfittane subito perché il nostro check ci  impegna mediamente 4 ore di lavoro per ogni posizione, e quindi chi prima arriva prima riceve la Relazione finale.

Buon Natale!

Ricevi ora il tuo modello di “Budget Familiare”
e prepara subito la tua Pianificazione per il 2020


DETRAZIONE POLIZZA VITA 19%
Come goderne a pieno?

Nello specifico (come da Legge n. 124 del 28 ottobre 2013), bisogna indicare: 

  • Codice 35, per polizze vita e infortuni stipulati o rinnovati fino al dicembre 2000
  • Codice 36, per polizze vita e infortuni stipulati a partire dal 2001

detrazioni-fiscali-polizze-vita

Consigli utili per detrazioni fiscali
Polizze vita e infortuni

I migliori per usufruire di tutti i benefici fiscali

  1. Se la tua polizza è partita dopo l’ 1 gennaio 2001, dovrai richiedere alla compagnia assicuratrice la documentazione che attesta e certifica l’ammontare dei premi già pagati per le garanzie oggetto di detrazione

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